you could be my Pete Doerthy tonight

novembre 7, 2008

Quando stai per piombare nelle reti del sonno-io ti sento esitare. Ti sento giocare con le parole come un oracolo greco-e Parigi è fuori che ci osserva-mentre noi facciamo torto alla poesia indossando le nostre maschere. sono scappata troppe volte per farlo anche adesso-la mia guerra è finita solo ora-in questa camera d’albergo dove non smetto di ridere come un joker ubriaco. il corpo ancora forte di etere si avventa, dopo di noi il diluvio e domani solo tu, solo tu. crollano le pareti, i tavoli, le sedie, le nostre teste alla deriva, senza tempo. finchè non dormiremo non arriverà domani, mi sussurri. sono le due e venticinque e come sta bene quell’ora-stordita-libera-ferma in volo. è un’ora in cui non accade niente tranne noi-l’anima di un’ora scelta, fermata su quel vecchio orologio appeso al muro. salvata tra tutte quelle che, false, misurano il nostro tempo.

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