Quel che resta della notte

ottobre 26, 2008

prendi il tempo e straccialo

lascia che tutto non abbia un senso, ora che vuoi trovare un motivo, uno solo, per andare avanti.

sale la luna, le nuvole chiare fanno posto alla notte.

dove sei stanotte, quali profili stai disegnando con le tue mani stanche.

non riesco a smettere di pensarti almeno una volta all’ora.  e non è troppo.

 non si riesce ad andare avanti se non in un delirio melenso e denso. denso e melenso.

vorrei lasciarmi andare. riposare ad occhi chiusi su altre braccia, ma riesco ad addormentarmi con una persona sola. altrimenti sto sveglia, e conto le ore che mi separano dalla mattina.

e rimarrò nuda

aggrappata alla terra

a chiedermi perchè si debba vivere così, tra le tirannie del tempo.

l’affetto, nel mezzo, è solo sopravvivenza.

e il resto è cielo, un po’ di mondo che mi fa da cuscino.

dove sei stanotte

comunque sia. già lontano.

ti dò un bacio sulla spalla

 e ti arruffo i capelli mentre mi togli la mano

ho deciso che nulla più m’appartiene

neppure il tuo nome che si disperde nella nostra città

come il fiato che ad un tratto svanisce.

siamo figli di un’alba perfetta

che ora riposa in pace.

 

e dentro si agitano i sogni.

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