My fuckin’ beach

ottobre 21, 2008

Arriva aria di sale dal mare e io scrivo su un foglio piegato in quattro, a piedi nudi sul pavimento ghiacciato. Abbozzo un come stai e poi lo cancello, gomma e matita, binomio della mia perenne indecisione. La tenda sbatte contro lo stipite della porta, le perline di plastica tintinnano al vento fresco. chiudo gli occhi e vedo quel bambino che ballava con la zia senza fermarsi mai, il sentiero che conduceva alla spiaggia e la mia paura delle vipere, e poi..noi due seduti sopra la barca e …se avessi saputo che quelle cose non sarebbero più tornate, le avrei respirate più a fondo, le avrei strette fino a sentirmi soffocare. L’estate è scivolata via veloce, come il dialetto di quel paesino di pescatori, la gente aveva fretta di parlare, chissà mai che la marea potesse rubare anche i pensieri. Io invece sto zitta,ascolto,e scrivo.

Raggranello le parole che faticano ad uscire dalla mia penna, forse l’aria di questo angolo di mondo aiuterà a sciogliere la mia paura. Scrivere richiede coraggio, sì, e non pensare che sia una delle mie inutili e infantili convinzioni. Sul foglio resta solo la mia calligrafia piena e spigolosa insieme, come un dialogo senza voce. Poi ci ripenso, magari abbozzo solo un ciao sul retro di una cartolina, ed è già troppo.

Mangio in fretta: pomodori, insalata, formaggio. Mi mancano quelle cene, dove non mangiavi mai abbastanza. esco e cammino sulla sabbia, sì, vorrei che conoscessi il silenzio che quaggiù abita tra i vicoli, sui muri di un verde acceso, sui negozi aperti di prima mattina. Tutto questo, per addomesticarti al vuoto.

Per stupirti del mio ritorno, del rumore dei miei tacchi sulle scale di marmo. E sapere che sono in casa solo scorgendo quella luce accesa in camera. Per chiudere la porta dietro alla mia scia.

Mi giro per guardare un’ultima volta la spiaggia, e quello che è successo non importa, lei scintilla di vita, al primo sole della mattina.

Fra le dita solo sabbia bagnata e parole umide da stendere al vento. E una donna che cammina. In un vestito di seta bianco con l’anima nera d’inchiostro e di more.

 

Sorridi pure, perchè puoi farlo. Ma da lontano. Non mi toccare più.

3 Risposte to “My fuckin’ beach”

  1. Luca Magni said

    però i miei complimenti, mi piace il tuo stile e soprattutto il tuo scrivere rilascia emozioni, penso che se la tua personalità è come il tuo modo di scrivere, allora sei straordinaria🙂

    Ti faccio ancora i miei compimenti e spero di rivederti

  2. ellison/sabry said

    riesci a dire delle cose contorte in modo lineare e facile da leggere, che non ti perdi mai

    e vedo le cose mentre le leggo

    non mi è capitato spesso leggendo dei libri…………seibbravaaaa

  3. millelune said

    grazie mille luca
    non smetto mai di scrivere in questo periodo

    ellison, angioletto, grazie tante!!!!

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