Memory book.

ottobre 6, 2008

L’ultima sera è la migliore. So che sarà l’ultima di ogni cosa e mi fermo nell’atrio a parlare con due sconosciuti. Mi rilasso completamente, fino a raccontare loro una parte di me che non è qui, una parte off limits: quella che scrive solo racconti. La parte ufficiale, quella che permetto a tutti di vedere, a tutti fuorchè a chi legge qui. E, come al solito, mi chiedo perchè mai io debba sempre ragionare a compartimenti stagni. Il ritorno a casa ha un retrogusto dolciastro, che si scioglie nel momento in cui apro la porta, tutto sembra disabitato e enorme, nel dilatarsi delle stanze di cui dobbiamo riappropiarci. Nasce la frenesia di far sparire ogni traccia del mio viaggio, cancello tutte le foto “ero lì, solo una settimana fa?siamo le stesse persone di allora?”-e poi, cancello tutte le cose che non si possono tenere in mano-gli odori,i sapori,l’attesa dell’arrivo,i luoghi,i contatti,i  racconti,le parole,i nostri giorni,le canzoni-tutto si confonde già nella mia mente, e si unisce fino a formare con i suoi sottili frammenti colorati, quel mosaico che è parte della mia storia, in cui le piastrelle rotte (che mal si adattano per forma e per colore) vengono gettate, sgualcite, compromesse.

E, ora che ci penso, ricordo solo un telefilm un po’ stucchevole e buonista in cui si rideva poco.

3 Risposte to “Memory book.”

  1. sauge said

    non penso che sia un ragionare a compartimenti stagni, ma è più una personalità a compartimenti stagni.
    la mia è così:parti per me (come dici tu,quando scrivo) e parti per gli altri (orrenda finzione).
    e capisco anche il ritorno a casa, il riappropriarsi della quotidianità e il chiedersi se eravamo veramente noi una settimana fa.
    e le foto sono solo momenti sbiaditi, decolorati.
    un bacio, sauge =)

  2. millelune said

    sauge… ci capiamo sempre di più. due vite, due maschere. e un po’ mi piace vivere in questa dicotomia.lasciamo che la gente ci scopra pian piano, e solo pochi ci riusciranno. d’altronde noi, nella nostra doppia essenza, siamo privilegio per pochi. ed è giusto così.

  3. sauge said

    è vero…pochi riusciranno a scalfire la nostra superficie-la mia è così densa,una colata di me che col tempo si è rappresa- e quei pochi spero che capendoci ci renderanno felici..è il mio bisogno primario,una scoperta che ancora deve avvenire.
    continuerò a seguirti.

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