les bruits de la nuits
Febbraio 6, 2009
stasera leggo Prévert ,
andando in giro per la stanza
a piccoli passi
bisbiglio le sue parole
e,senza pietà,
sveglio la notte.
stasera la notte mi sussurra Prévert
-usa una voce ch’appartiene al passato-
la voce di una pena tutta nuova.
why don’t you
malgrado il vento d’inverno che entra nella tua stanza
attraverso le finestre che lasci sempre aperte
come and stay?
noncurante della vita che passa e ci chiede di cambiare
e ci lascia chiusi in una gabbia di ferro che divora i contorni del mio letto disfatto.
non rispondere.
torna pure a dormire sui tuoi due guanciali
mentre io divorerò sbronza, in qualche corridoio,
quest’aurora dalle dita di fata.
good night
V.
Lust For Life-[sete di vita]
Gennaio 9, 2009
ladies and gentleman we’re floating in a space, e quando atterreremo non ci sarà nessuno pronto a salvarci. Mi guardi addormentata sul pavimento mentre disegno ombre sui muri, tutt’attorno risuona il nostro tempo, e tu sei così facilmente divertito… Questo mondo non sa aspettarci viaggia veloce nella sua soddisfazione passiva di trascinarci con sé. Le domande rimangono sotto la superficie, attaccate al filo del telefono, morsicate dentro al labbro inferiore, a passeggio nel tempo. Sorriderò allo specchio prima di fuggire via di nuovo e non m’interessa se questa volta sarò sola. Inserisci una moneta: è il tuo turno di giocare a vivere. E non stupirti se le strade non avranno più il mio sapore e il mio nome non riempirà più i vuoti d’aria. Se ti capita di pensarmi fallo forte perché non c’é più nessuno qui. non c’è nessuno qui. e tira giù il sipario,un giorno dirai che mi conoscevi quando c’erano ancora le luci e i suoni e sul palco una macchina di carne faceva un altro spogliarello. E tu sai che nella vacuità non c’è assoluzione.
Ora spegni le luci, che la notte sta morendo.
quattro mani e due sorrisi
Dicembre 18, 2008
è il 18 dicembre.
la neve è caduta troppo presto, pensaci, ormai accade tutto troppo presto.
in casa mia non ci sono ancora regali sotto l’albero, e il presepe, credo se lo siano dimenticato. è meglio che domani lo ricordi.
dimmi, hai voglia del natale?. non lasciamocelo scappare, almeno lui, sento che si sta sciogliendo ogni cosa, come un soldatino di piombo nel camino.
apri il libro della follia, non avrai mai visto nulla di simile, e non dimenticare di respirare mentre sfogli le pagine tra le luci intermittenti e la radio che ripete la stessa canzone ogni dicembre. Potrebbe cambiare il tuo modo di pensare, non ci sono ballerine nè diamanti qui. prendete posto, gente, inizia lo spettacolo di una rock star avvinghiata alla vita come alle corde della chitarra. guardatela scappare dalla notte prima che inizi a bruciare sulla schiena.
è una fuga che sa di voglia d’affetto. perchè in fondo, guardiamoci, noi esseri umani tutti presi dalle inezie, ci accalchiamo a vivere l’uno sopra l’altro, ci arrabbiamo l’uno con l’altro, giuriamo odio salvo poi piangere lacrime salate.
perdiamo noi stessi rinchiusi dentro mura o sul catrame che rimane sempre dello stesso colore, per quanto ogni anno ci sforziamo di illuminare a festa questo circo chiamato città.
d’inverno non c’è calore no. e allora non resta che stringersi tutti, piccoli e grandi, lasciando da parte i rancori dei freddi, ridere più che possiamo, per qualche giorno, auguri, regali, candele, profumi. scambi d’affetto per bisognosi cronici.
la parte più bella però avviene dopo lo spettacolo: ho sentito dire che la notte è tutta magia e io non voglio che finisca perchè all’alba saremo soli, così soli. succhio l’ultimo quarto d’ora di festa mentre la tavola si esaurisce e il gelo ghiaccia le strade. porta via il vino. mi sento come il piacere gridato tra le cosce, mi sento come all’uscita del tempio della carne. posso prendere un altro biglietto? quando finisce la festa il mondo è nelle tue mani, non è rimasto nessuno che possa cammuffare le tue cicatrici- bisogna affrontare il mattino, e se c’è da piangere lo si fa nella brezza, would you stay by my side?
M.V.
ti condurrò fuori dalla notte
Dicembre 17, 2008
di nuovo notte
e sei solo, sì,
solo ma padrone del tuo mondo- ti basta?
e ci puoi sguazzare quanto vuoi
“qui c’è il tuo diario, qui il trenino, qui la scuola che comincerai il prossimo autunno”
-dicevano-
e ti puoi aggrappare alle abitudini, alla sveglia alle 7 ogni mattina, al caffé caldo che trascini in giro per la casa con gli occhi stanchi, sbattendo sui muri
OPPURE
puoi far scivolare la tua aureola dalla testa giù. nella melma dell’asfalto. senza avere interesse a raccoglierla. puoi sentirti vivo in ogni tuo sbaglio scivolando nel fango gelido puoi fare del cielo un punto, e non lo vedi più. con il solo fottuto rimpianto di non aver amato abbastanza, non come nei sogni.
soffici occhi elevano ponti eludendo le distanze tra noi, mi senti? ti sussurro nell’orecchio, ci sono io, amore. ti condurrò fuori dalla notte.
Brindiamo.
Dicembre 4, 2008
A volte è così bello tornare a casa e togliersi il costume da Andy. sfoderare meno difese indubbiamente, ma anche molta emozione. e stare attenti ad evitare quelle trappole di pura suggestione. La musica si muove tra noise, elettronica e intro strumentali, e io ho il viso attaccato al finestrino gelido che gocciola di nebbia, mentre rido della vita con una persuasione intima di disprezzo e freddezza che non avevo mai provato prima. Ed ora che mi sono liberata dei miei fantasmi non mi sento più la protagonista di una favola raccontata in un salotto poco illuminato.capace di annoiare.di rendere ancora più prepotente la voglia di correre nella strada polverosa, ancora piena di buche e passi falsi. No. smetto di essere in stand-by.
il tempo perso
Novembre 29, 2008
ero ubriaca morta
ero intatta felice triste
conoscevo il gesto per restare viva
ero com’ero
ero fragile tenera disperata
tremante di paura come un bambino al buio
la mia mano per le strade non era mai sola
sorridevamo insieme
impallidivamo insieme
facevamo parlare gli altri e far scommesse su di noi
eravamo caldi e vivi come l’estate
e ora che è buio-e manca l’aria-e si gela e si soffoca insieme
posso dirvi una cosa
quando proverete l’amore, signori, non vorrete più tornare indietro.
il prezzo del silenzio
Novembre 27, 2008
Grido al vento perché ho sbagliato tasto
perché ho sbagliato il suono, la melodia, le andate e i ritorni.
Perché mi sono nascosta nei giardini proibiti
sola, con l’unico fine di provare un po’ di silenzio.
Tra l’ottava di una notte e quel buco nel cielo
ero lì
nel centro
a sentire anche l’ultima tempesta divenire liquida
a veder svanire anche l’ultima spezzata intimità. ancora tremante.
e se abbasso gli occhi, percepisco il tonfo. profondo come questo doppio tormento.
mi chiedo se mai uscirò da questa prigione immateriale, mi chiedo come posso
toccare quel nodo-che mi taglia in due il respiro-senza complicarlo.
Liberatemi.
Pioggia.senza senso.senza te.
Novembre 13, 2008
piove.
sulle grate della finestra, sui vetri appannati della macchina
tutto muta e nulla è più come prima
non ci si guarda più negli occhi.
se si ama lo si fa per sbaglio, e subito la voglia di fuggire
e non c’è uscita, come in un castello trasparente,
e ci si trova a difendere un terreno di cui non sei padrone.
e sei geloso delle parole.
vorresti escludere tutti.
restare noi.
ma non puoi farlo.
ed assisti impotente al silenzio che si fa strada, perchè così dev’essere.
ti scopri ad attendere la sera
ma non la preghi più di farti guarire
non è così importante.
invece urli con tutta l’anima
il suo nome
stupida.
perchè è solo un nome, uguale tra altri mille.
non è nulla che si possa spiegare
se non come l’unica cosa che ti da’gioia
se non come Aria
se non come Voce.
e vorresti solo farti polvere
sperando che qualcuno ti raccolga.
stupida rimani. intontita. chiusa in quell’abbraccio che si fa patina liscia.
tutto questo ti basta per pensare a domani:
illuderti
di sentire la sua voce che ti chiama
da dietro,
assonnata,
amore.

in me
Novembre 11, 2008
[soundtrack: giorno per giorno-ligabue]
il fatto è che non so se alla fine di tutto potrò tenerti con me, so solo che preferisco non aspettare ad occhi aperti, perchè ho avuto fin troppo tempo per sentire la tua mancanza. cosa c’è di male in fondo a vivere?
mi sto accorgendo che si è fatto tardi, è ora di mostrare a tutti il mio profilo buono, tanto non cambierà il cielo. sopra al mondo. e ora smetterò di segnare i ricordi tra le linee della vita. ciò che accade non ha dovere, solo necessità. chiuderò gli occhi ora, e mi lascerò andare. a passo di valzer, un due tre, girotondo. sorrido. e la mente si addormenta già-lascia i sogni a prender polvere-tra l’amore e il peccato. l’onore e il reato. non fai più male. mi sciolgo nel tempo, nello spazio attorno, nel resto. semplicemente, in me.
Parla con me.
Novembre 9, 2008
dimmi se sai ancora il sapore che lascia l’ amare.
sentire l’anima piena di cielo d’agosto
sentirsi liberi di respirare
smettere di cercare
smettere di desiderare
perchè il sogno che rincorri da tempo
le ali che cerchi nel giardino
sono negli occhi di chi haii davanti
nella sabbia con cui ti sporchi le scarpe
morire non è possibile.
il resto è fumo che fa da contorno.
gratti l’anima e gli occhi e ti accorgi che non sai lacrimare
il sangue non fa paura.
giocare con le mie dita e sentire un sibilo sottile
come aria calda che si bagna sulla pelle
la porta è ancora aperta, che così entra il sole.
dimmi se sai ancora
il sapore che lascia l’amare.
la radio mal sintonizzata che crea rumore scomposto nell’aria
e noi che balliamo controluce.
del giornale vedere solo il titolo a mezza pagina
il senso pratico in bella vista
come una trottola fare del mondo uno sfondo sfocato
eh sì
dormire giorni interi sul materasso
e svegliarsi senza la testa impastata di tutte queste porcherie
ma sentirsi in pace e aver voglia di addormentarsi ancora, e ancora
sì- ma con le mani intrecciate per sentire che ci sei.
dimmi se sai ancora
il sapore che lascia l’amare
chiamarsi per svegliarsi
chiamarsi per addormentarsi
sentire lo stomaco reclamare qualche boccone di te
che non sei uno qualunque
che hai un nome e m’appartiene
che non siamo ladri di corpi
ma corpi che s’appartengono
in precario equilibrio
finchè l’inchiostro cade, veloce.
ma
dimmi
senti ancora-in gola-il sapore che lascia l’amare?