di nuovo notte

e sei solo, sì,

solo ma padrone del tuo mondo- ti basta?

e ci puoi sguazzare quanto vuoi

“qui c’è il tuo diario, qui il trenino, qui la scuola che comincerai il prossimo autunno”

-dicevano-

e ti puoi aggrappare alle abitudini, alla sveglia alle 7 ogni mattina, al caffé caldo che trascini in giro per la casa con gli occhi stanchi, sbattendo sui muri

OPPURE

puoi far scivolare la tua aureola dalla testa giù. nella melma dell’asfalto. senza avere interesse a raccoglierla. puoi sentirti vivo in ogni tuo sbaglio scivolando nel fango gelido puoi fare del cielo un punto, e non lo vedi più. con il solo fottuto rimpianto di non aver amato abbastanza, non come nei sogni.

soffici occhi elevano ponti eludendo le distanze tra noi, mi senti? ti sussurro nell’orecchio, ci sono io, amore. ti condurrò fuori dalla notte.

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