the day after

Luglio 8, 2008

il cielo oggi mi presta un’isola di volteggi rossi, un po’ di zucchero, una luna fresca.

che non sembro patirci su questo letto dove consolo con i libri la mancanza di spiaggia e di stomaco.

e devo sussurrarmi che le fotografie non si fanno, eppure le pose ci sono. la luce non cambia. tutto ha perfettamente gettato le basi ma le foto non si fanno e il tempo non si spreca, e checcazzo.

Odore di espansione d’aria, di truce tristezza inutile, il serpente sta per succhiarsi il mio giorno, e penso che per esserci tempo, c’era -ma ora tornerò leggera ,il flusso di pensieri aumenta e alla fine cosa rimane se non un delirio denso.c’è solo questo delirio denso.

L’orologio mi offre il suo menù silenzioso-ed ecco la scoperta-il piatto forte stasera sono io.

piccole tirannie

Luglio 7, 2008

Quanta poca armonia esiste, puoi giudicare tu dalla rugiada che ho addosso, mentre osservo l’acqua  scendere lavandomi le mani. Ombre ovunque, ombre sui muri, ombre che attraversano la stanza in una qualsiasi  giornata di autunno, in questo muoversi ritmico di vestiti su e giù dalle scale. Chiudo i rubinetti, la pelle non è fatta solo per essere lavata, ma anche per essere sfiorata e morsa, e se questo vuol dire usarla,usiamola. Serpeggiamo sopra le sottili pieghe dei tessuti anche solo per fottuto desiderio, o vuoi avere il lusso di scacciare il piacere? Ho il vizio di scegliere la parola al silenzio, ma e’ uno spreco, lasciare che il tempo scorra così, come pensarti andar via, dall’altro capo del telefono, con quel sorriso sicuro che fa da scudo persino alla morte. Nuove cariche di urla piangono inattese pieghe all’ingiù delle mie labbra.

Ed altre piccole tirannie: le tue, poi le mie, le tue e le mie. Quelle futili e stantie, morsicate in piu’ punti, lacere, mischiate ad aria tirata e sedata.  Non voglio altro che pace, noi due stesi sopra un letto che non rifacciamo mai, la pasta con il pomodoro alle 3 del mattino, il nostro agitato risvegliarci sempre in ritardo la mattina, tu che esci con quell’aria assonnata dalla porta e il solletico sul letto. Dici che e’ così assurdo, ma sì, quello che amo piu’ di noi ruota attorno al letto, perché lì nasce la nostra essenza perfetta, lì in quel profumo di noi mischiato all’odore dei nostri vestiti, dove ti si formano imperfezioni golose sul viso e il naso un pochino ti si arriccia. A gioco di gatti, con gli occhi stretti, torni un po’ bambino. E in realta’, lo ammetto vorrei addolcire con te anche il malanno di stasera. Ma sei distante. E stasera la risata sarcastica è tutta mia.

 

 

 

(anche questo era per te)

Nessuna Soluzione nessuna Assoluzione

, oggi ho fatto la spesa e ho messo nella lista optionals e cazzate. Ma sono tre notti, tre notti che non dormo, e stasera il taxi mi portera’ da te con i sensi strizzati  E gli occhi, straLUNAti.
. No, so gia’ che girera’ prima della tua via.Sara’ di zucchero la stazione? Forse ho affittato un loft d’ amore per stasera?
 
Girera’. Girera’ prima della tua via, il taxi. Vuoi sapere la verita’ e poi, non parlero’ piu’ di te, non parlero’, perché non ci sarà mente che capira’, non ci sarà forse che valga la pena raccontare.

La febbre, la febbre mi ha spostato i respiri, li ho avuti fino alla neve, fino alla macchina rosa del caffè, li ho spezzati sui vetri, fatti fuori con baci sciropposi.
 
La febbre dà irrealtà al senso. Specie a quel senso che non c’è.Ho sentito piu’ forti certe distanze, in quel letto. Come lutti o rumori sinistri di carillon. Ho sentito le ninnenanne, le carezze urlate e il girotondo, il tira e molla squilibrato.
 
A dirla tutta non sono ancora del tutto in me. Ho la logica capovolta, l’istinto rallentato, brancolo ancora parecchio nel buio. Ma sto meglio. Ho anche sonno e sento cantastorie che raccontano della discesa in un sottoscala e della salita verso il solaio macchiata di sangue. Sangue di tenerezze. Ai tempi tutto mi faceva sorridere, tutto un solletico di lacrime di gioia.

Poi piu’ nessun viaggio né verso Nord né verso Sud, solo un punto freddo di periferia. Le strade che non s’incrociano, le croci che non si segnano. Mentre mi avvicino all’ingresso, non sento nessun rumore da dietro la porta. Girero’ tutte le chiavi per aprire e scopriro’ che un cappuccino e una spremuta si sono dimenticati di dormire insieme.

Ho pianto per una notte intera, ho visto le 05.32, le luci d’artista che abbagliano, troppe macerie di sogni. La notte in albergo a consumare l’amore, la risata di qualcuno lontano e già ubriaco, io che ti accompagno al Jump, tutto mi è passato sopra, tutto sul soffitto.

Ai tempi non c’era nessuno a spiegarmi i ricordi, e come affrontarli. Ai tempi qualcuno mi sussurrava di stringerti e di non aver paura, di lasciare le maschere agli attori. Ma io lo so su quante porte ho scritto amore. Su quel vetro appannato dai respiri quante frasi abbiamo scritto, a quattro mani. Io lo so. So che qualcuno ad un binario mi ha fatto uno scherzo d’assenza, mi ha rubato lo schema dei sentimenti, ed io fingendomi forte ho continuato a camminare, piu’ veloce, piu’ sola. con i capelli buffi ho rincorso un tram baciandoti sulla guancia… Non si riescono a spostare le prospettive dell’oggi, se il cielo fosse limpido senza nebbia saprei come raggiungerti, mentre la terra ci prova a tremare, a spostarsi, a dare i brividi.
 
Non scrivero’ piu’ di te. E mentre lo dico, ogni respiro respirato stasera, diventa notte altrove. 


E’ la febbre ad aver venduto insonnia.
 Sonoinvita.

Lune,a Migliaia,una per ogni giorno trascorso insieme.

    

 

 

 

 

(quando ho rischiato di perderti.)

imperfezioni.

Luglio 7, 2008

quel sentirsi straniera in ogni terra

hai presente?

lo dicono, lo dicono, lo disse mamma dal cortile.

che il peccato era meno tetro se avvitato all’abat-jour

e ci si sentiva meno in colpa se vi era la fuga dopo aver morso.

Mia luna- una luna piena di talento nel petto

mi hai confidato che

la terra spigola i dispiaceri ma non li dimentica

i pensieri spariscono nelle carte del cielo di luglio

e guidano un mezzo spirito da poeta.

Ora ho capito gli addomi vuoti dalle parole…

lo scandalo di un urlo nel cortile ha la stessa velocità di editing di un dolore.

mad about you

Luglio 7, 2008

La notte per me puo’ finire anche adesso

tra le pieghe sotto i miei occhi,

allo specchio

e dentro di me un disordine acquoso

che forma cerchi concentrici nell’acqua.

tutto é tolto come succede nei riformatori

tutto é impedito come dopo la confessione.

Non c’é niente da fare

mi sento persa nei miei sensi senza te

posso calmarmi a morsi e a tagli

ma spio di nascosto la pietanza

sul tavolo imbandito

leccandomi le dita imburrate.

disconnessa e affamata

della mia stessa lingua

dei miei favolosi nervi

filastrocche di ferite, adesso solo sfoghi che non riesco a frenare.

Pensami pazza, se ti fa star meglio

ma sappi che

è solo vento forte che come viene, va.